The Black Donnellys: 1.01

September 8, 2008 at 4:05 pm Leave a comment

The Sakura Review

È partita un po’ in sordina questa notte, su Italia Uno, questa serie che ha tutte le carte in regola per diventare un cult anche qui in Italia.

La storia è quella di quattro fratelli, i Donnelly, che un po’ delinquentelli lo sono stati sempre, fin dai tempi dell’infanzia, quando Tommy, per non investire un altro bambino con la macchina che aveva appena rubato, finì su una gamba del fratello Jimmy compromettendola per sempre. Questa responsabilità un po’ pesa sulle spalle di Tommy, opposto a Jimmy quanto a carattere e “maledizione”: ora che sono adulti, Tommy è infatti il più coscienzioso dei quattro e Jimmy è quello sbandato, quello drogato, quello meno ragionevole. Tra questi due poli Sean (lo sciupafemmine) e Kevin.

Il pilot inizia con tono canzonatorio, raccontando tramite flashback e rimandi le avventurose vite di questi quattro ragazzi irlandesi, sin dalle prime malefatte. Ma verso metà episodio (o forse oltre) si cambia completamente registro e di colpo si viene catapultati in una narrazione affascinante. In breve tempo lo spettatore potrà ricomporre almeno in parte tutto ciò che non era riuscito a collegare, e sarà così capace di seguire l’evoluzione di Tommy e la storia di come, dal più coscienzioso, diviene il più spietato dei quattro fratelli.

In patria la serie non ha goduto di molta fortuna: il calo di gradimento fece sì che gli ultimi sei episodi fossero resi disponibili solo in rete. Stessa sorte era toccata al terzo, ma per via dei contenuti: basti pensare al titolo, † God Is a Comedian Playing to an Audience Afraid to Laugh (Dio è un comico che recita davanti a un pubblico che ha paura di ridere). In totale, dei tredici episodi, solo sei vennero trasmessi in televisione. Ultimo appunto: pare che buona parte del pubblico americano abbia spento la tv o cambiato canale dopo la prima mezz’ora del pilot. Questo indica senz’altro il palese cambio di registro che si verifica dopo la prima metà, che però non corrisponde – a parer mio – a un “netto miglioramento” (come si potrebbe pensare associando i dati d’ascolto al “cambio di rotta”). L’episodio è intrigante sin da subito, semplicemente – come in molte opere dell’ingegno – bisogna pazientare un po’ perché ci venga dato di capire che direzione intenda prendere.

Ad ogni modo ci si aspetta, dopo questo meraviglioso inizio capace di trattare l’omicidio come un fatto di ordinaria amministrazione senza per questo alleggerirlo dal punto di vista semantico, un seguito sorprendente: se tornerò a parlarne in questo blog spero non sia per dirmene deluso… né per segnalare episodi di censura da parte di Mediaset.

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September. Prenderli a sassate potrebbe essere nostro diritto

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