Vietato ai dementi

The Sakura Review

V.M. 18 è stato pubblicato da Fazi nel 2007.

Chiariamo subito qual è il difetto più insopportabile di questo romanzo: la distrattezza di Isabella Santacroce e Fazi Editore. La scrittura della pluriminacciata e denigrata scrittrice è bellissima, spesso fortemente evocativa, piena di richiami e citazioni (implicite ed esplicite), pervasa di decadenza e folle esaltazione. Le tecniche narrative utilizzate sono molte e magari vi accennerò più tardi. Le 491 pagine di lucida pazzia omicida sembrano buttate lì tutte d’un getto, una dopo l’altra… e non essere più state revisionate. La Santacroce si distrae: usa la parola strobilio per indicare una pigna, ma solo la prima volta (di 5 totali) non si confonde chiamandola strabilio. La “confessione delle quattordici virgola cinquanta” diventa, nel titolo del paragrafo successivo, quella “delle quattordici virgola venti”, mentre il livor mortis viene in un punto scambiato con il rigor mortis. Probabilmente complice di questo ricorrente difetto è anche un word processor un po’ paranoico, che potrebbe aver suggerito iniziazione per iniezione… ma se l’autrice e – peggio ancora? – l’editore non revisionano lo scritto prima di pubblicarlo stiamo freschi. E proprio questa negligenza da parte di Fazi fa sorgere il sospetto che nelle prossime edizioni nulla verrà corretto: il che non gioverà certo al consolidarsi del valore del libro.

Valore indiscutibile: se in alcuni punti il folle rincorrersi di perversioni e delitti può far pensare “ma che cazzo sto leggendo”, la costanza nel cercare dietro le semplici gesta della protagonista Desdemona – efferata quattordicenne avversa alla rettitudine e alla bruttezza (gli «estetici stupri») – rivela una profonda fermezza da parte della Santacroce nel voler disegnare, tramite delittuose iperboli, i contorni di una rivolta contro la falsa moralità che pervade la società. Desdemona, aiutata dalle discepole Cassandra e Animone, prova un intenso, sadico piacere (il cui epicentro è spesso tra le gambe) nel corrompere gli altri. Ma chi sono le persone che corrompe? Si tratta di personaggi che ostentano rettitudine, celando le più profonde perversioni dietro una facciata di falsa moralità; persone, in pratica, tra le più facilmente corruttibili. Come ad esempio Laodamia, che avrebbe voluto (more…)

January 24, 2009 at 3:35 pm Leave a comment

X Factor Italia – Edizione 2009 – Prima puntata

The Sakura Review

Ci si è annoiati abbastanza durante la prima serata di questa nuova edizione del talent show. Sicuramente da un programma come questo ci si aspettano esiti ben diversi da quelli di Amici o simili, fatti solo di urla, liti e artisti poco competenti. A X Factor, l’anno scorso, si sono esibiti artisti validi, e le serate sono state sempre incentrate sulle esibizioni. Le discussioni tra i giudici, poi, riguardavano quasi sempre questioni di natura musicale (o, meglio ancora, quesiti sulla validità dell’attuale sistema discografico).

Quest’anno il livello dei cantanti sembra ottimo, ma piatto. Tranne qualche eccezione, i concorrenti si dimostrano eccessivamente impostati, classici, poco personali, tanto bravi quanto banali insomma. Interessante la scelta di Luca Tommassini, che affiancherà i concorrenti nella creazione della loro personale immagine. Queste le prime impressioni:

Categoria 16-24 (Simona Ventura):
Ambramarie: si sente rock.  Probabilmente lo è, ma ieri sera la sua esibizione non ha dato modo di giudicarla.
Daniele Magro: si è fatto prestare la voce da Anastacia. Piattissima interpretazione di Crazy.
Giacomo Salvietti: stonato. Doveva uscire.
Serena Abrami: brava, senza dubbio, ma davvero abbiamo bisogno di una voce così poco originale?

Categoria 25+ (Morgan):
Elisa Rossi: bellissima voce, elegante, di classe, dall’impostazione vagamente ironica. Ottima scelta.
Noemi (Veronica Scopelliti): altra bellissima scelta da parte di Morgan.  Esibizione profonda e sentita.
Enrico Nordio: banalissimo e piattissimo.
Matteo Becucci: bella voce, Matteo sembra anche avere una bella personalità. Credo che anche qui Morgan abbia centrato.

Categoria gruppi vocali (Mara Maionchi):
Farias: non capisco cos’abbiano di speciale, vengono dalla Patagonia e per qualche ragione questo basta a giustificare le zazzere e il loro abbigliamento folkloristico. Bella versione di Bocca di rosa, ma concordo con Morgan: avrei preferito una versione in spagnolo, non una versione con accento ispanico.
Sinacria Symphony (eliminati): meno male che sono usciti, quel loro inglese è improponibile.
Sisters of Soul: mai nome fu più banale (e tutti lo pronunciano al singolare). La prima esibizione le porta giustamente alla quasi eliminazione, ma si riesibiscono mostrando un certo savoir faire. Per ora meritano di essere valutate meglio.
The Bastard Sons of Dioniso: in questo caso il nome mi convince, e l’esibizione pure. Davvero bravi e originali.

Insomma, per adesso niente di entusiasmante, sicuramente un buon livello per i cantanti in gara, ma spesso si riscontra una evidente carenza di personalità. Anche la serata in sé è stata piuttosto noiosa, di una prolissità a volte snervante. Facchinetti si dimostra ancora una volta incapace di fare il conduttore: dovrebbero eliminare la figura del presentatore in questo programma, e lasciar fare tutto ai giudici e alla voce fuori campo.

January 13, 2009 at 12:05 pm 1 comment

Patriarcato ≡ imperialismo?

The Sakura Review

L’uomo che volle farsi re, di Rudylad Kipling, e La dea bianca, di Robert Graves, sono i testi da cui parte Giovanni Potente per il suo seminario Patriarcato e imperialismo, tenuto nell’ambito delle numerose “lezioni alternative” organizzate dai comitati di lotta delle varie Facoltà dell’Università della Calabria. La lezione, per sua natura, e proprio perché unica, dà una visione d’insieme – non solo storica – dell’argomento, che non manca però di centrare alcuni bersagli.

Vi sono delle maschere eterne dietro le quali il potere imperiale sempre cerca legittimazione: e generalmente la trova nel passato, nella discendenza, come accade in Kipling, con la figura di Alessandro Magno che aiuterà il protagonista, suo presunto discendente, a diventare re. I più grandi imperi moderni hanno sempre trovato legittimazione nell’essere eredi di altri gloriosi usurpatori. Perché tali sono: anche se nei libri di storia Cesare era un conquistatore, noi sappiamo che era un assassino – uccise, per esempio, un numero inimmaginabile di Galli.

Nel suo Cuore di tenebra, Conrad accusa ferocemente l’orrore della civiltà occidentale. L’orrore con il quale si sfruttano impunemente le civiltà che possiedono risorse di cui si vuole usufruire. L’impero si incarna più volte: ma nel senso del male. L’imperialismo non è che un sistema, secondo la teoria di Potente, in cui ci si fa scudo dei valori, li si usa come copertura per la propria patologica sete di spazio personale. È un’impresa individuale, un ordine di cose in cui il pubblico e il privato si confondono, si usano. È questa, fondamentalmente, la patologia che affligge il mondo occidentale. L’imperialismo ha, alla sua base, una malattia profondamente (more…)

November 5, 2008 at 4:35 pm Leave a comment

Prenderli a sassate potrebbe essere nostro diritto

Sono veramente incazzato. Dopo proteste, occupazioni e quant’altro finalmente i tg si sono decisi a parlare del movimento che sta cercando di far abrogare la legge 133/08. E alle proteste vengono dedicati ampi spazi… ma questo non rende meno manipolata l’informazione!!

Punto primo. Il maestro unico è uno dei tanti provvedimenti che si discutono ma la protesta degli atenei riguarda altro. La Gelmini (con i suoi comunicati assurdi) e i suoi media vogliono far credere alla gente che noi contestiamo il decreto sulla scuola perché siamo disinformati, frettolosi e confusi. NO. Noi contestiamo il decreto che il governo, all’inizio di agosto, ha silenziosamente trasformato in legge, (more…)

October 23, 2008 at 3:52 pm 1 comment

The Black Donnellys: 1.01

The Sakura Review

È partita un po’ in sordina questa notte, su Italia Uno, questa serie che ha tutte le carte in regola per diventare un cult anche qui in Italia.

La storia è quella di quattro fratelli, i Donnelly, che un po’ delinquentelli lo sono stati sempre, fin dai tempi dell’infanzia, quando Tommy, per non investire un altro bambino con la macchina che aveva appena rubato, finì su una gamba del fratello Jimmy compromettendola per sempre. Questa responsabilità un po’ pesa sulle spalle di Tommy, opposto a Jimmy quanto a carattere e “maledizione”: ora che sono adulti, Tommy è infatti il più coscienzioso dei quattro e Jimmy è quello sbandato, quello drogato, quello meno ragionevole. Tra questi due poli Sean (lo sciupafemmine) e Kevin.

Il pilot inizia con tono canzonatorio, raccontando tramite flashback e rimandi le avventurose vite di questi quattro ragazzi irlandesi, sin dalle prime malefatte. Ma verso metà episodio (o forse oltre) si cambia completamente registro e di colpo (more…)

September 8, 2008 at 4:05 pm Leave a comment

September.

It has just arrived, again: the month which closes something usually funny, sunny, free. As for me, September often closes something sunny free. Last year it was quiet (more…)

September 7, 2008 at 8:49 pm Leave a comment

Olimpocrisiadi?

Ok, sono d’accordo: a Pechino le Olimpiadi non dovevano esserci. Un Paese che si comporta così deve essere tenuto fuori da tutti gli eventi comunitari. Dovremmo mostrare a chi ancora vive in epoche remote (chi dichiara guerre a destra e a manca, Russie, Ossezie e Georgie varie, chi ragiona ancora sulle origini geografiche…) che il futuro, l’unico modo per assicurarci un futuro è la libertà. Condividere le cose in piena libertà. Lo sport e la dittatura sono incompatibili.

Ma nonostante ciò mi domando: perché non dovrei guardarle? Perché gli USA parlano tanto della dittatura cinese? Perché quelle invernali di Salt Lake City si potevano guardare tranquillamente e queste dovremmo boicottarle? Guantanamo è forse opera dei cinesi? Le bombe in Medio Oriente le hanno forse buttate i cinesi? Quanto siamo ipocriti.

August 10, 2008 at 3:13 pm Leave a comment

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